Support for businesses, archive

In this archive section you will be able to find out the announcements and incentives that have already expired for the financing of the companies in Sardinia.

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Edilizia, al via campagna straordinaria di controllo e vigilanza

Edilizia

L’Ispettorato nazionale del lavoro ha dato il via a una campagna straordinaria di controllo e vigilanza in edilizia, coinvolgendo, oltre alle forze dell’ordine, Inps e Inail, anche le Casse edili. Gli accertamenti riguarderanno in particolare:

  • le condizioni di salute e sicurezza, il rispetto dei protocolli anticontagio e la veridicità, effettività e adeguatezza dei percorsi formativi e della relativa attestazione;
  • la corretta instaurazione e gestione dei rapporti di lavoro, con particolare riguardo all’applicazione del contratto collettivo dell’edilizia per le imprese operanti nel settore, ai connessi obblighi di iscrizione alla Cassa Edile, ai falsi part time, alla verifica della genuinità delle posizioni artigiane e dei frequenti sottoinquadramenti dei lavoratori;
  • la gestione e regolarità dei distacchi e delle ipotesi di codatorialità, degli appalti e dei subappalti, con particolare attenzione alle sempre più diffuse forme di esternalizzazione;
  • la verifica della conformità normativa delle attrezzature di lavoro e delle macchine, nonché le modalità del relativo utilizzo durante l’intero ciclo di vita (installazione, preparazione, avvio, funzionamento, pulitura, manutenzione, smantellamento).

Le verifiche, secondo quanto comunicato dall’Inl alle Casse edili e agli altri organismi coinvolti nella campagna, «saranno indirizzate sia verso le realtà produttive oggetto di fondate segnalazioni e richieste d’intervento, sia verso obiettivi individuati mediante un’accurata attività di controllo preventivo del territorio e di intelligence che tenga conto delle risultanze delle analisi di rischio ricavabili dall’elaborazione dei dati contenuti nelle notifiche preliminari (natura dell’opera, importo lavori, numero presunto di lavoratori presenti, autonomi) e dallo scambio  di dati e informazioni con le Casse edili, come previsto dal protocollo sottoscritto lo scorso 11 marzo tra l’Inl e la Commissione nazionale delle Casse edili/Edilcasse».

 

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Piccole e medie imprese

NextGenerationEU: European Commission prepares to issue 250 billion euros of green bonds

Unione europea

The European Commission has adopted a framework for green bonds, which has been independently assessed. This step is a prelude to a green bond issue of up to 250 billion euros, or 30% of the total issue of NextGenerationEU. The green bond framework assures investors that the funds raised will go to green projects and that the Commission will report about the environmental impact of these projects. Now that the framework has been adopted, the Commission will soon issue the first green bond, in October if market conditions will allow it. EU Budget and Administration Commissioner Johannes Hahn said: "If, as it is meant, the EU issues up to 250 billion euros in green bonds by the end of 2026, it will become the largest green bond issuer in the world. It also expresses its commitment to sustainability and puts sustainable finance at the heart of its recovery effort. As announced earlier this year, the Commission has also reviewed its recovery financing plan for 2021 and confirmed its intention to issue a total of around 80 billion euros in long-term bonds this year, to be complemented by the issuance of tens of billions of euros of short-term EU debt. The Commission will offer these short-term debt securities exclusively through auctions. The auction programme is scheduled to start on 15 September. 

 

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Support for Businesses

NextGenerationEU: La Comisión Europea se prepara para emitir 250.000 millones de euros en bonos verdes

Unione europea

La Comisión Europea ha adoptado un marco para los bonos verdes, que ha sido evaluado de forma independiente. Este paso es el preludio de una emisión de bonos verdes de hasta 250.000 millones de euros, o el 30% de la emisión total de NextGenerationEU. El marco de bonos verdes asegura a los inversores que los fondos recaudados se destinarán a proyectos ecológicos y que la Comisión informará sobre el impacto medioambiental de estos proyectos. Ahora que se ha adoptado el marco, la Comisión pronto emitirá el primer bono verde, en octubre, si las condiciones del mercado lo permiten. El comisario de Presupuesto y Administración de la UE, Johannes Hahn, dijo: "Si, como pretende, la UE emite hasta 250.000 millones de euros en bonos verdes para finales de 2026, se convertirá en el mayor emisor de bonos verdes del mundo”. También expresa su compromiso con la sostenibilidad y sitúa las finanzas sostenibles en el centro de su esfuerzo de recuperación. Como se anunció a principios de este año, la Comisión también revisó su plan de financiación de la recuperación para 2021 y confirmó su intención de emitir un total de alrededor de 80 000 millones de euros en bonos a largo plazo este año, que se complementarán con la emisión de decenas de miles de millones de euros de deuda de la UE a corto plazo. La Comisión ofrecerá estos títulos de deuda a corto plazo a plazo sólo mediante subastas. El inicio del programa de subastas está previsto para el 15 de septiembre.

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Ayudas a las Empresas

NextGenerationEU: La Commissione europea si prepara a emettere 250 miliardi di euro di obbligazioni verdi

Unione europea

La Commissione europea ha adottato un quadro per le obbligazioni verdi, che è stato valutato in modo indipendente. Questo passo è un preludio a un'emissione di obbligazioni verdi fino a 250 miliardi di euro, o il 30% dell'emissione totale di NextGenerationEU. Il quadro dei green bond assicura agli investitori che i fondi raccolti andranno a progetti verdi e che la Commissione riferirà sull'impatto ambientale di questi progetti. Ora che il quadro è stato adottato, la Commissione emetterà presto la prima obbligazione verde, in ottobre se le condizioni di mercato lo permetteranno. Il commissario UE per il bilancio e l'amministrazione Johannes Hahn ha detto: "Se, come intende, l'UE emette fino a 250 miliardi di euro di obbligazioni verdi entro la fine del 2026, diventerà il più grande emittente di obbligazioni verdi del mondo. Esprime anche il suo impegno per la sostenibilità e mette la finanza sostenibile al centro del suo sforzo di recupero. Come annunciato all'inizio di quest'anno, la Commissione ha anche rivisto il suo piano di finanziamento della ripresa per il 2021 e ha confermato la sua intenzione di emettere un totale di circa 80 miliardi di euro in obbligazioni a lungo termine quest'anno, da integrare con l'emissione di decine di miliardi di euro di debito UE a breve termine. La Commissione offrirà questi titoli di debito a breve termine esclusivamente tramite aste. L'inizio del programma d'asta è previsto per il 15 settembre. 

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Agevolazioni imprese

Software, “open source” drives European economy

Software

The development and spread of "open source" software drives the growth of the European economy. A study published by the European Commission analyses the economic impact of "open source" software and hardware on the European economy. It is estimated that in 2018 EU-based companies invested around 1 billion euros in "open source" software, with a positive impact on the European economy of between 65 and 95 billion euros.


The study predicts that a 10 % increase in contributions to "open source" software would generate an annual increase in GDP of between 0,4 % and 0,6 % and would allow the emergence of over 600 new start-ups in the ICT sector in the EU. Case studies reveal that by purchasing open-source software rather than proprietary software, the public sector could reduce the total cost of ownership, avoid vendor-dependent effects and thereby strengthen its digital autonomy. The study makes a number of specific public policy recommendations to ensure that the public sector becomes digitally autonomous, research and innovation are open and foster European growth, as the industry is digitalised and competitive at home. In the long term, the results of the study could be used to strengthen the "open source" dimension in the development of future software and hardware policies for the EU industry.

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Research and innovation

El software, el open source impulsa la economía europea

Software

El desarrollo y la difusión del software de "open source" están impulsando el crecimiento de la economía europea. Lo afirma un estudio publicado por la Comisión Europea que analiza el impacto económico del software y hardware de "open source" en la economía europea. En 2018, se estima que las empresas con sede en la UE invirtieron alrededor de mil millones de euros en software de "open source", con un impacto positivo en la economía europea comprendido entre 65 y 95 mil millones de euros.

El estudio prevé que un aumento del 10% en las contribuciones al software "open source" generaría un aumento del PIB entre el 0,4% y el 0,6% anual y permitiría el nacimiento de más de 600 nuevas empresas en el sector de las TIC en la UE. Los estudios de casos revelan que al comprar software de código abierto en lugar de software propietario, el sector público podría reducir el costo total de la propiedad, evitar los efectos de dependencia del proveedor y, por lo tanto, fortalecer su autonomía digital. El estudio hace una serie de recomendaciones específicas de política pública para garantizar que el sector público se vuelva digitalmente autónomo, la investigación y la innovación sean abiertas y fomenten el crecimiento europeo y la industria sea digitalizada y competitiva internamente. A largo plazo, los resultados del estudio podrían utilizarse para fortalecer la dimensión de "open source" en el desarrollo de futuras políticas de software y hardware para la industria de la UE.

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Investigación e Innovación

Software, l'open source spinge l’economia europea

Software

Lo sviluppo e la diffusione del software “open source” spingono la crescita dell’economia europea. Lo dice uno studio pubblicato dalla Commissione europea in cui si analizza l'impatto economico del software e dell’hardware “open source” sull'economia europea. Si stima che nel 2018 le imprese con sede nell'UE abbiano investito circa 1 miliardo di euro in software “open source”, con un impatto positivo sull'economia europea compreso tra 65 e 95 miliardi di euro.

Lo studio prevede che un aumento del 10 % dei contributi al software “open source” genererebbe ogni anno un aumento del PIL compreso tra lo 0,4 % e lo 0,6 % e permetterebbe la nascita di oltre 600 nuove start-up nel settore delle TIC nell'UE. Gli studi di casi rivelano che, acquistando software con codice sorgente aperto anziché software proprietario, il settore pubblico potrebbe ridurre il costo totale della proprietà, evitare effetti di dipendenza dal fornitore e di conseguenza rafforzare la propria autonomia digitale. Lo studio formula una serie di raccomandazioni specifiche di politica pubblica per fare sì che il settore pubblico diventi autonomo sotto il profilo digitale, la ricerca e l’innovazione abbiano carattere aperto e favoriscano la crescita europea e l'industria sia digitalizzata e competitiva a livello interno. A lungo termine, i risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per rafforzare la dimensione “open source” nello sviluppo di future politiche in materia di software e hardware per l'industria dell'UE.

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Ricerca e innovazione

Climate change, cala la produzione di vino

Agricoltura

Il meteo impazzito fa segnare un calo della produzione di vino del 15% in Sardegna per l’annata 2021, con 404mila ettolitri contro i 475mila del 2020. Un crollo produttivo maggiore della media nazionale che si attesta attorno al -9%. Ma le produzioni meno abbondanti non sono di per sé una cattiva notizia: il malumore delle aziende vitivinicole può essere mitigato dalla previsione che l’annata 2021 si caratterizzerà per l’alta qualità dei vini, che unita appunto alla minore produzione, genera ottimismo riguardo all’andamento futuro dei listini prezzi. È quanto emerge dalle le previsioni vendemmiali di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, presentate ieri nel corso di una conferenza stampa online, alla presenza del sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Gianmarco Centinaio.

Secondo il rapporto, i mutamenti climatici, assieme a un andamento meteorologico molto incerto caratterizzato da gelate primaverili, grandinate di luglio, siccità e ondate di caldo estivo, hanno colpito molto areali, con importanti differenze qualitative e quantitative anche in territori limitrofi. Complessivamente, la situazione del vigneto italiano appare comunque buona, mentre si attende con attenzione l’evoluzione nei mesi di settembre e ottobre.

Nella classifica per regioni, il Veneto si conferma capofila con quasi 11 milioni di ettolitri, seguito da Puglia (8,5), Emilia Romagna (6,7) e Sicilia (3,9), per una produzione complessiva delle quattro regioni di circa 26 milioni di ettolitri, pari al 60% di tutto il vino italiano. Osservando i trend, spicca la contrazione della Toscana, vessata dalle gelate di aprile che hanno determinato una perdita del 25% del raccolto regionale, senza risparmiare il resto del Centro Italia (Umbria -18%, Marche -13% e Lazio -10%). Al Nord è la Lombardia a registrare il decremento più importante (-20%), mentre sul versante Est si segnala il -15% dell’Emilia Romagna, con il resto delle regioni che oscillano tra il -10% e -7%. E se l’Abruzzo segna il primato in negativo al Sud (-18%) seguito da Molise (-15%), Sardegna (-15%) e Basilicata (-10%), si distinguono con incrementi produttivi Sicilia, Calabria e Campania, mentre la Puglia contiene le perdite a -5%.

In Sardegna a determinare il calo produttivo è stato soprattutto l’andamento climatico di aprile, caratterizzato dal fenomeno delle gelate, che hanno colpito le varietà più precoci un po’ in tutta l’isola, ma in particolare ha creato numerosi danni sulla cultivar Vermentino negli areali di Alghero e in tutta la Gallura, raggiungendo incidenze del 50-60%. Danni più lievi ma evidenti si sono verificati nell’oristanese sulla Vernaccia e nel Sud sul Moscato e sulle cultivar internazionali come lo Chardonnay.

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Agricoltura

Agroalimentare, nasce “Ismea Investe”

Agricoltura

Ismea lancia un nuovo strumento per sostenere i progetti di sviluppo della filiera agroalimentare italiana. Si chiama “Ismea Investe” e prevede interventi di equity, quasi equity, prestiti obbligazionari e strumenti finanziari partecipativi fino a 20 milioni di euro per le società di capitali che presentano piani di investimento nel settore della produzione agricola e dell'agroindustria, comprese le attività commerciali e logistiche. «Innovazione tecnologica, transizione ecologica, internazionalizzazione, sono le parole chiave che stanno guidando lo sviluppo dell'agroalimentare italiano, per rispondere alle sfide del nostro tempo e rafforzare la competitività del made in Italy all'estero», ha dichiarato il presidente di Ismea, Angelo Frascarelli, presentando nei giorni scorsi la nuova misura di sostegno alle imprese. «Anche Ismea è della partita, pronto ad affiancare le Istituzioni e gli imprenditori in questo percorso di crescita e a scommettere finanziariamente su progetti di sviluppo della filiera che offrano le necessarie garanzie di sostenibilità ecologica ed economica, visione strategica e coerenza rispetto alle missioni indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Uno strumento per il rafforzamento dell'agroalimentare italiano in una fase espansiva che sta caratterizzando la nostra economia dopo i difficili mesi di pandemia».

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Agricoltura

Educazione finanziaria, il 17 settembre il webinar “Donne in attivo”

Formazione

Si svolgerà il 17 settembre, alle ore 14,30 il secondo webinar del progetto “Donne in attivo”, il percorso di educazione finanziaria agile e gratuito, con docenti ed esperti che offriranno strumenti per orientarsi in modo consapevole. Il progetto è promosso dal ministero dello Sviluppo economico e da Unioncamere in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Obiettivo principale è fornire alle donne, in quanto cittadine e consumatrici, i concetti e le informazioni necessarie a garantire loro un’adeguata alfabetizzazione finanziaria: anche in questo ambito, infatti, esiste un forte divario di genere, a sfavore delle donne.

“Donne in attivo: come possiamo colmare il gap?” è il titolo dell’incontro, che introduce al tema della gender equality, fornendo le chiavi di lettura dell’attuale situazione italiana e approfondendo sulle distorsioni e gli stereotipi di genere come ostacoli al conseguimento della realizzazione personale. Saranno proposti, esplicati ed utilizzati strumenti di analisi specifici finalizzati all’acquisizione della consapevolezza sulle proprie capacità e sulle proprie aree di miglioramento. Iscrizione al webinar sul sito www.donneinattivo.it

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Formazione e risorse umane