Support for businesses, archive

In this archive section you will be able to find out the announcements and incentives that have already expired for the financing of the companies in Sardinia.

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Innovazione, misure a favore della brevettabilità

Innovazione

Arrivano 38 milioni di euro per la concessione delle misure agevolative denominate “Brevetti+”, “Disegni+” e “Marchi+”. Il ministero dello Sviluppo economico ha emanato il decreto di programmazione delle risorse per l’anno 2021 e pubblicato i nuovi bandi, cosi come previsto dal Piano strategico sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023 approvato lo scorso mese. Si tratta di una linea di azione prevista anche nell’ambito del PNRR, che punta a favorire la brevettabilità delle innovazioni tecnologiche e la valorizzazione di marchi e disegni. In particolare, i termini di presentazione delle domande sono i seguenti:

  • dal 28 settembre per il bando Brevetti+, che dispone di 23 milioni di euro;
  • dal 12 ottobre per il bando Disegni+, che dispone di 12 milioni di euro;
  • dal 19 ottobre per il bando Marchi+, che dispone di 3 milioni di euro.

I nuovi bandi hanno recepito alcune novità relative ai requisiti di accesso, alle agevolazioni concedibili e alla procedura di presentazione delle domande.

Argomenti
Ricerca e innovazione

Pmi, bando del Mise da 100 milioni di euro

Innovazione

Il Mise ha pubblicato il bando da 100 milioni di euro per la concessione di contributi agevolati alle pmi e agli enti locali finalizzati alla realizzazione di progetti pilota innovativi, che puntano a favorire la promozione e lo sviluppo del sistema produttivo sul territorio nazionale. Ogni singolo progetto pilota selezionato potrà ricevere un contributo massimo di 10 milioni di euro. Si tratta di risorse derivanti dalla chiusura dei Patti territoriali e dei Contratti d’area. Beneficeranno dell’agevolazione i progetti d’investimento e innovazione relativi a iniziative che promuovono interventi imprenditoriali e pubblici finalizzati allo sviluppo delle aree interessate, la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile, transizione ecologica, autoimprenditorialità e riqualificazione delle aree urbane e delle aree interne, nonché alla realizzazione e ammodernamento di infrastrutture pubbliche. I progetti pilota saranno valutati da una commissione tecnica, nominata con decreto del ministro dello Sviluppo economico, che sarà formata da cinque componenti, di cui tre in rappresentanza del Mise, uno del ministero dell’Economia e delle finanze e un altro di Unioncamere.

Le domande di assegnazione dei contributi devono essere trasmesse al soggetto gestore (Unioncamere) esclusivamente dalla Posta Elettronica Certificata (PEC) del soggetto responsabile proponente, all’indirizzo PEC progetti.pilota@legalmail.it, dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in GURI al 15/02/2022. L’assegnazione dei contributi ai soggetti responsabili avverrà sulla base di una procedura valutativa a graduatoria secondo criteri prestabiliti nel Bando.

 

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Ricerca e innovazione

Salgono gli acquisti, la soddisfazione di Confcommercio

Commercio

"Ancora un buon dato. Dopo il bimestre gennaio-febbraio, in cui gli acquisti di beni in Italia procedevano a ritmi sensibilmente inferiori a quelli dell’area euro, da marzo, si registra un’accelerazione che su base tendenziale doppia i ritmi medi dell’Europa". E’ il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat diffusi ieri. "La ripresa si consolida ed emerge il contributo fondamentale dei consumi, che potrebbe portare la crescita del 2021 attorno al 5,5% se non addirittura qualche decimo oltre, un traguardo ben al di sopra delle previsioni di consenso di alcuni mesi fa. Un aspetto favorevole che emerge dai dati provvisori di giugno riguarda la diffusione della crescita a tutti i canali di vendita, sebbene i piccoli negozi siano ancora molto lontani dai livelli pre-crisi, posizionandosi, nel primo semestre 2021, ancora al -6,1% rispetto alla prima parte del 2019. Manca ancora una piena ripresa sul fronte dei servizi, il cui pieno recupero sarebbe messo in discussione da nuove restrizioni conseguenti a eventuali inattesi ostacoli sul fronte del contrasto alla pandemia".

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Ricerca e innovazione

G20, ecco le azioni per attuare la transizione digitale

Transizione energetica

I ministri del G20 tracciano la strada per la transizione digitale stilando un programma di azioni in dodici punti per portare i Paese aderenti in una nuova dimensione tecnologica ed economica, condivisa. L’ultima riunione ministeriale del G20 sulla digitalizzazione, svoltasi a Trieste la scorsa settimana, presieduta dai ministri italiani dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, si è chiusa con una Dichiarazione dei Ministri che indica 12 azioni per accelerare la transizione digitale. Questi i dodici punti:

  1. Trasformazione digitale della produzione per la crescita sostenibile. Si afferma l’impegno a sfruttare il potenziale della digitalizzazione per una ripresa economica resiliente, forte, sostenibile e inclusiva, nelle tre dimensioni “persone, pianeta e prosperità”, senza lasciare nessuno indietro. Si riconosce che le aziende debbano essere preparate per ulteriori cambiamenti tecnologici, al fine di affrontare le sfide future verso un'economia sostenibile, aperta, condivisa e più innovativa. Si riconosce inoltre la necessità di aumentare gli sforzi per sviluppare un approccio all'economia digitale che metta l’uomo al centro e che tenga conto anche dei bisogni dei gruppi vulnerabili. Si prende l’impegno ad agire per rafforzare le politiche industriali e la cooperazione internazionale.
     
  2. Utilizzare l'intelligenza artificiale basata sulla fiducia per l'inclusione delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e la promozione delle startup. Si afferma la volontà di implementare l'Intelligenza Artificiale (IA) affidabile e di rafforzare le abilità delle MPMI, compresa la loro capacità di utilizzare i dati, l'accesso ai finanziamenti, le opportunità di condivisione delle conoscenze, così come la creazione di forza lavoro qualificata.
     
  3. Misurazione, pratica e impatto dell'economia digitale. Si afferma che la misurazione dell'economia digitale rimane una priorità dei paesi del G20 e delle organizzazioni internazionali. Per attuarla verranno dedicate risorse adeguate, favorendo il contributo della condivisione di buone pratiche soprattutto per quanto riguarda la misurazione dell'IA e il divario digitale di genere.
     
  4. Consapevolezza e protezione dei consumatori nell'economia digitale globale. Si prende l’impegno ad agire per sensibilizzare, educare e sostenere i consumatori, anche attraverso programmi di alfabetizzazione digitale, con l'obiettivo di garantire la protezione degli stessi per quanto riguarda la qualità e la sicurezza dei prodotti, la privacy, la protezione dei dati personali, e le pratiche commerciali sleali, con particolare attenzione ai consumatori vulnerabili. Inoltre, per la prima volta, sono state presentate da una prospettiva originale e innovativa le tecnologie basate su registri condivisi, tra cui la tecnologia blockchain, per la tracciabilità dei prodotti lungo le catene del valore.
     
  5. Tutela dei bambini e rafforzamento delle loro competenze nell'ambiente digitale. Per la prima volta tra le priorità del G20 Digital Economy si include la protezione e l'empowerment dei bambini nell’ambiente digitale. Si prende l’ impegno a promuovere un ambiente digitale sicuro, inclusivo, trasparente e vantaggioso per i bambini, che metta al centro contenuti online adeguati all'età e di alta qualità, ispirandosi alla raccomandazione dell’OCSE.
     
  6. Incoraggiare l'innovazione per le città intelligenti. Viene accolto con favore il rapporto della Presidenza italiana sulle pratiche del G20 in materia di appalti pubblici innovativi per le città e le comunità intelligenti, come strumento per aumentare e condividere le conoscenze e migliorare l’azione pubblica.
     
  7. Infrastrutturedigitalie inclusione sociale. Si afferma l’impegno a colmare i divari di connettività e incoraggiano l'obiettivo di promuovere l'accesso universale ed economico alla connettività per tutti entro il 2025. Una maggiore collaborazione internazionale e lo scambio di pratiche, potranno contribuire agli obiettivi di connettività e inclusione sociale.
     
  8. Flusso libero di dati basato sulla fiducia. Riconoscendo il lavoro e i risultati ottenuti dalle Presidenze Giapponese e Saudita sulla libera circolazione dei dati basata sulla fiducia e sul trasferimento dei dati tra paesi, si approfondiscono le conoscenze reciproche dei diversi approcci adottati dai Governi, grazie ad una mappatura dei punti in comune realizzata dall’OCSE
     
  9. Strumenti digitali per i servizi pubblici. Si riconosce l'importanza dei principi del governo digitale del G20 del 2018, sviluppati sotto la Presidenza Argentina, che contribuiscono a guidare e migliorare la digitalizzazione dei servizi pubblici per meglio rispondere alle nuove esigenze dei cittadini. Si prende l'impegno di perseguire e garantire la qualità,la diffusione e l’accessibilità dei servizi pubblici digitali, e di favorire le necessarie competenze dei dipendenti pubblici.
     
  10. Identità digitale. Si riconosce l’importanza delle soluzioni di identità digitale, facilmente utilizzabili, affidabili, sicure e portatili, che assicurano la privacy e la protezione dei dati personali, per garantire ai cittadini e alle imprese l’accesso ai servizi digitali in sicurezza e nel rispetto della privacy. Si fa inoltre riferimento al potenziale dell’identità digitale in contesti emergenziali e di aiuto umanitario.
     
  11. Regolamentazione agile. Si riconosce il ruolo della regolamentazione agile nel favorire l’innovazione e la crescita economica, così come nel controllare e prevenire i possibili impatti negativi del progresso tecnologico, specie in ambito sociale e ambientale. Vengono accolti i risultati dell'indagine sulla regolamentazione agile tra i membri del G20, un utile strumento per la condivisione di esperienze e approcci per la governance dell’innovazione.
     
  12. Trasformazione della Digital economy task force nel gruppo di lavoro permanente Digital economy working group. Si conferma l’impegno a continuare a lavorare verso la digitalizzazione per una ripresa resiliente, forte, sostenibile e inclusiva, affrontando le disuguaglianze. A tale scopo si accoglie con favore la trasformazione della Digital Economy Task Force (DETF) nel Digital Economy Working Group (DEWG).

 

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Ambiente e salute

L'impatto (negativo) del Covid sull'industria culturale italiana

Cultura

A causa della pandemia si è ridotta la ricchezza prodotta dal sistema culturale italiano. E' quanto emerge dal rapporto Io Sono Cultura che permette di analizzare l’evoluzione della filiera in termini di produzione di ricchezza e creazione di posti di lavoro. Quel che cala agli occhi a prima vista è la maggior forza con cui gli effetti negativi della crisi sanitaria hanno interessato il sistema produttivo culturale e creativo. La ricchezza prodotta dalla filiera, infatti, si è ridotta del -8,1% contro il -7,2% medio nazionale; anche l’occupazione è scesa notevolmente, stante una variazione del -3,5% (-2,1% per l’intera economia italiana). In entrambi i casi, le attività core hanno sofferto maggiormente, con una contrazione che, rispettivamente, si è attestata al -9,3% e -4,8%.

Il rapporto, arrivato all’undicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne SRL insieme a Regione Marche e Credito Sportivo ed è stato presentato con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Presidente Unioncamere, Andrea Prete, il direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti con i saluti dell’Assessore alla Cultura Regione Marche, Giorgia Latini. Ha moderato i lavori Paola Pierotti architetto, giornalista PPAN.

Nonostante l’impatto della crisi, alcuni comparti culturali e creativi hanno comunque mostrato segnali di tenuta generale. In particolare, le attività di videogiochi e software, pur registrando una leggera riduzione degli occupati (-0,9%), hanno aumentato la ricchezza prodotta del +4,2%, anche per via della spinta al digitale e all’home entertainment che i vari lockdown succedutesi hanno prodotto. Al contrario, una crisi generalizzata sembra aver interessato le attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico e le performing arts, come noto duramente colpite dalle misure restrittive e di contenimento. Il comparto del Patrimonio storico e artistico ha registrato una contrazione del -19,0% relativamente alla ricchezza prodotta e del -11,2% in termini occupazionali; peggio ancora per le performing arts, rispettivamente scese del -26,3% e del -11,9%.

Nonostante il difficile anno trascorso, la filiera culturale e creativa si conferma comunque centrale all’interno delle specializzazioni produttive nazionali, grazie a 84,6 miliardi di euro di valore aggiunto prodotti e poco meno di 1,5 milioni di persone occupate; valori che, rispettivamente, incidono per il 5,7% e 5,9% di quanto complessivamente espresso dall’intera economia italiana e una capacità moltiplicativa pari a 1,8 (per un euro prodotto se ne generano 1,8 nel resto dell’economia) che sale a 2,0 per il patrimonio storico e artistico e a 2,2 per le industrie creative.

Complessivamente il Sistema Produttivo Culturale e Creativo evidenzia un moltiplicatore per il 2020 pari a 1,8. L’intera filiera culturale costituita ha quindi un valore aggiunto di 239,8 miliardi di euro (84,6 mld + 155,2 mld).

orto analizza il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, ovvero tutte quelle attività economiche che producono beni e servizi culturali (core), ma anche tutte quelle attività che non producono beni o servizi strettamente culturali, ma che utilizzano la cultura come input per accrescere il valore simbolico dei prodotti, quindi la loro competitività, che nello studio definiamo creative-driven. All’interno del core coabitano attività molto diverse tra loro, accomunate dalla produzione e veicolazione di contenuti culturali e creativi. Dalle attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico (attività dei musei, biblioteche, archivi, monumenti), alle arti visive e performative (attività dei teatri, concerti, etc.). A queste si aggiungono attività che operano secondo logiche “industriali” (musica, videogame, software, editoria, stampa), quelle dei broadcaster (radio, televisione), fino ad arrivare ad alcune attività appartenenti al mondo dei servizi (comunicazione, architettura, design).

Sia in termini di valore aggiunto sia di occupazione emerge una chiara differenziazione tra il Nord Italia e il Mezzogiorno, con quest’ultimo capace di assorbire appena il 15,5% del valore aggiunto nazionale della filiera e il 19,5% relativamente all’occupazione. Il differenziale tra le due aree del Paese, peraltro, appare ulteriormente peggiorato alla luce dei risultati del 2020, stante un quadro congiunturale ancor più aggravato dai riflessi pandemici. Sia il valore aggiunto (-8,4%) sia l’occupazione (-3,8%) della filiera, infatti, hanno registrato una dinamica peggiore di quella media nazionale, a riprova dell’importanza di intervenire a sostegno delle aree più svantaggiate del Paese anche e soprattutto in relazione alle attività produttive culturali e creative.

Nessuna regione italiana, tra il 2019 e il 2020 e per entrambi gli indicatori di contabilità nazionale, ha fatto registrare variazioni positive. Tra le regioni che hanno maggiormente risentito della crisi troviamo la Toscana, il cui valore aggiunto generato ha subito una contrazione a doppia cifra (-10,4%). Particolarmente accentuate sono state anche le contrazioni registrate in Basilicata (-9,9%) e nel Molise (-9,7%). In termini occupazionali, invece, le dinamiche peggiori sono da associare alla Sicilia (-4,3%) e alla Sardegna (-4,2%), seguite dalla Valle d’Aosta (-4,1%).

La grande area metropolitana di Milano è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 9,7 e il 9,8%. Roma è seconda per valore aggiunto (8,7%) e quarta per occupazione (7,8%) mentre Torino si colloca terza (8,4%). Seguono, per valore aggiunto Arezzo (7,6%), Trieste (7,1%), Firenze (6,7%), Bologna (6,2%) e Padova (6,1%).

In termini di occupazione, come suddetto, la leadership per incidenza dei posti di lavoro sul totale dell’economia è da attribuire a Milano. Ma il ruolo della cultura non si ferma alla sola quantificazione dei valori della filiera. Importanti sono anche i legami tra cultura e turismo. La Lombardia è la prima regione per spesa turistica attivata dalla domanda di cultura (3,9 miliardi di euro) e quinta per incidenza della stessa sul totale della spesa culturale (47,6%, quasi 10 punti in più della media nazionale). Il legame tra cultura e manifattura appare evidente nelle realtà distrettuali, ovvero in quelle aree dove è presente una rilevante concentrazione di professioni artigianali, che valorizzano competenze creative del made in Italy. Fra queste eccellenze distrettuali, fortemente orientate ai mercati esteri, si possono citare Monza-Brianza, Arezzo, Alessandria, Modena, Reggio Emilia, Pesaro-Urbino.

 

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Cultura

Il governo recepisce la direttiva Ue sulla riduzione dell'uso della plastica

Ambiente

Nuovo passo avanti del Governo verso l’addio definitivo ai prodotti di plastica monouso. Il Consiglio dei ministri ha emesso un decreto con cui l’Italia recepisce la cosiddetta “Direttiva SUP” (Single Use Plastics), volta a prevenire e ridurre l’impatto sull’ambiente di determinati prodotti in plastica e a promuovere una transizione verso un’economia circolare introducendo un insieme di misure specifiche, compreso un divieto a livello europeo sui prodotti in plastica monouso ogniqualvolta siano disponibili alternative. La direttiva, che si basa sul principio “chi inquina paga”, prevede una riduzione quantitativa ambiziosa e duratura del consumo di questi prodotti entro il 2026.

In linea con la politica dell’UE sui rifiuti, gli Stati membri sono tenuti a monitorare il consumo di prodotti in plastica monouso per i quali non esiste alternativa e le misure adottate, riferendo alla Commissione europea i progressi compiuti. Inoltre, devono garantire che siano messe in atto disposizioni sulla responsabilità estesa del produttore relativamente agli attrezzi da pesca contenenti plastica e devono monitorare e valutare gli attrezzi da pesca in plastica, in vista di definire obiettivi di raccolta a livello europeo. Alcuni prodotti in plastica monouso immessi sul mercato devono recare una marcatura chiaramente leggibile e indelebile sull’imballaggio o sul prodotto stesso.

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Ambiente e salute

114 milioni di euro per le filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura

Agricoltura

Grazie all’intesa raggiunta la scorsa settimana in Conferenza Stato-Regioni, sono in arrivo 114 milioni di euro a sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. In particolare, con decreto di competenza del Ministero delle politiche agricole e forestali, al zootecnico vengono destinati 94 milioni di euro, con particolare riferimento ai comparti maggiormente danneggiati, in modo da garantire sostegno e tutela reale al reddito delle imprese.  20 milioni di euro vengono concessi agli operatori dei settori pesca e acquacoltura in forma di sovvenzioni dirette.

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Agricoltura

Fondo 394/81 al via le nuove domande di finanziamento

Lavoro

Il Comitato agevolazioni per l'amministrazione del Fondo 295/73 e del Fondo 394/81, ha deliberato la riapertura delle attività di ricezione da parte di Simest S.p.a. di nuove domande di finanziamento agevolato del Fondo 394/81 e relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sulle risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Le nuove richieste potranno essere presentate dalle ore 9,30 del 28 ottobre 2021, ed entro le ore 18,00 del 3 dicembre 2021, salva eventuale chiusura anticipata del Fondo 394 per esaurimento delle risorse.

La procedura resta subordinata all'adozione dei provvedimenti nazionali di rifinanziamento e disciplina delle relative risorse e alle conseguenti deliberazioni del Comitato agevolazioni recanti termini, modalità e condizioni degli strumenti del Fondo 394 per la realizzazione della Sub-misura in conformità ai requisiti richiesti dal PNRR e dalla decisione europea di approvazione del Piano, anche  nella  forma  di  circolari operative ai sensi della normativa relativa al Fondo 394/81 e al completamento delle collegate implementazioni tecnologiche.

L'intervenuta adozione della disciplina e delle citate circolari operative, con delibere del Comitato, sarà comunicata con avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale e il testo integrale delle delibere e delle circolari sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (www.esteri.it) e di Simest S.p.a. (www.simest.it).

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Agevolazioni imprese

Industry, EU Parliament: enhance data sharing

Industria

MEPs adopted rules to facilitate the provision of more data to help create new products and innovation, particularly in artificial intelligence. The Committee on Industry, Research and Energy adopted its position on Thursday on the EU Data Governance Act (DGA), which aims to increase confidence in data sharing, create new EU standards on data market neutrality and facilitate the re-use of certain data held by the public sector, such as certain health, agricultural or environmental data, which were not previously available under the Open Data Directive.

Facilitating data sharing is also a precondition for unlocking the potential of artificial intelligence and helping start-ups and businesses to develop an ecosystem based on EU standards and values. MEPs have clarified the scope of the legislation, with regards to data brokering services, in order to ensure that large technology companies are covered by the framework. Public bodies should avoid the conclusion of agreements that create exclusive rights for the re-use of certain data, say MEPs, proposing to limit exclusive agreements to a period of 12 months, in an effort to make more data available to SMEs and start-ups.

Sensitive public sector data may only be transferred to third countries if they enjoy a level of protection similar to that of the EU. The Commission will state whether a third country provides such protection, by means of a delegated act, which allows Parliament to have a say in the decision. To exploit the potential in the use of data made available voluntarily by informed consent or the general interest, such as scientific research, health care, combating climate change or improving mobility, the legislation should establish data pool on a voluntary registration system of recognised "data altruism" organisations in the EU.

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Industry

Industria, Parlamento de la UE: reforzar el intercambio de datos

Industria


Los eurodiputados han adoptado reglas para facilitar la disponibilidad de más datos para ayudar a crear nuevos productos e innovación, particularmente en inteligencia artificial. La Comisión de Industria, Investigación y Energía adoptó el jueves su posición sobre el Data Governance Act (DGA) de la UE, que tiene como objetivo aumentar la confianza en el intercambio de datos, crear nuevas normas de la UE sobre la neutralidad de los datos en el mercado y facilitar la reutilización de algunos datos en posesióndel sector público, por ejemplo, algunos datos sanitarios, agrícolas o medioambientales, que anteriormente no estaban disponibles en virtud de la Directiva Open Data. Facilitar el intercambio de datos también es una condición previa para desbloquear el potencial de la inteligencia artificial y ayudar a las empresas y a las nuevas empresas a desarrollar un ecosistema basado en los estándares y valores de la UE. Los diputados aclararon el alcance de la legislación, en particular en lo que respecta a los servicios de intermediación de datos, con el fin de garantizar que las grandes empresas de tecnología estén cubiertas por el marco. Los organismos públicos deben evitar la celebración de acuerdos que creen derechos exclusivos para la reutilización de algunos datos, dicen los diputados, que proponen limitar los acuerdos exclusivos a un período de 12 meses, en un intento de poner más datos a disposición de las pymes y las nuevas empresas.

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Industria