Support for businesses

In this section, you will be able to find out how to apply to support initiatives and incentivec for businesses that are based or wish to start investing in Sardinia. It is possible to search for incentives by using keywords or other criteria such as sector, eligible costs, etc. To view the expired ages go to the appropriate section.

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Los compromisos del G20 en materia de finanzas sostenibles

Ambiente

El G20 Medio Ambiente, reunido en Nápoles, aprobó un "Comunicado" con las estrategias a aplicar en términos de finanzas sostenibles, basura marina, red de expertos ambientales de la Unesco, red buscada por Italia, llamamiento para la protección y restauración de suelos degradados, gestión sostenible del agua, comprometiéndose a perseguir la igualdad de acceso al agua potable.

 

Los compromisos asumidos por el G20 Medio Ambiente giran en torno a tres macro temas:

 

  • Biodiversidad, protección del capital natural y restauración de ecosistemas (soluciones basadas en la naturaleza, defensa y restauración del suelo, protección de los recursos hídricos, océanos y mares, incluida la basura plástica marina).
  • Uso eficiente de recursos y economía circular (visión del G20 sobre economía circular con enfoque en textiles y moda sostenible; ciudades circulares; educación y formación).
  • Financiamiento sostenible (enfoque en necesidades de financiamiento específicas para la protección y restauración de ecosistemas como contribución al trabajo del G20 sobre la forma futura del sistema financiero global).

En cuanto a la biodiversidad, el acuerdo prevé el uso pleno de soluciones basadas en la naturaleza o enfoques basados ​​en ecosistemas para abordar la pérdida de biodiversidad, restaurar suelos degradados, aumentar la resiliencia, prevenir, mitigar y adaptarse al cambio climático, brindando al mismo tiempo múltiples ventajas en la sectores económicos, sociales y medioambientales. Además, el papel de las soluciones basadas en la naturaleza o los enfoques sobe los ecosistémas es cada vez más reconocido, en los sectores económicos y en todos los ecosistemas, incluidas las zonas urbanas, para un horizonte de desarrollo sostenible y respetuoso con el medio ambiente capaz de garantizar al mismo tiempo la inclusión social, la protección y salvaguardia del medio ambiente.

El G20 también abordó el tema de la economía circular, con el compromiso de fortalecer la cooperación multilateral en innovación circular. El objetivo es reducir la huella ambiental y duplicar la circularidad de los materiales con un objetivo voluntario que se alcanzará en 2030. Esto representa una contribución real para lograr SDG 12 - Garantizar modelos de producción y consumo sostenibles.

Para perseguir las finanzas sostenibles, el G20 ha decidido fortalecer las inversiones en actividades de capital natural, promover sinergias entre los flujos financieros destinados al clima, la biodiversidad y los ecosistemas, y alinear las inversiones hacia el desarrollo y el crecimiento sostenibles. En particular, a través del trabajo en una hoja de ruta plurianual sobre finanzas sostenibles llevado a cabo por el Grupo de Trabajo de Finanzas Sostenibles del G20.

Argomenti
Medio Ambiente y Salud

Gli impegni del G20 in tema di finanza sostenibile

Ambiente

Il G20 Ambiente, riunito a Napoli, ha approvato un “Communiqué” con le strategie da applicare in tema di finanza sostenibile, marine litter, rete di esperti ambientali Unesco, network voluto dall’Italia, appello per la tutela e il ripristino dei suoli degradati, gestione sostenibile delle acque, impegnandosi a perseguire l’accesso equo all’acqua potabile.

Gli impegni presi dal G20 Ambiente ruotano attorno a tre macro temi:

  • Biodiversità, protezione del capitale naturale e ripristino degli ecosistemi (soluzioni basate sulla natura, difesa e ripristino del suolo, tutela delle risorse idriche, oceani e mari incluso marine plastic litter).
  • Uso efficiente delle risorse ed economia circolare (visione G20 su economia circolare con focus su tessile e moda sostenibile; città circolari; educazione e formazione).
  • Finanza sostenibile (focus su specifiche esigenze di finanziamento per la protezione ed il ripristino degli ecosistemi come contributo ai lavori G20 sulla forma futura del sistema finanziario globale).

Per quanto riguarda la biodiversità l’accordo prevede il pieno utilizzo delle soluzioni basate sulla natura o degli approcci basati sull'ecosistema per affrontare la perdita di biodiversità, ripristinare i terreni degradati, aumentare la resilienza, prevenire, mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, fornendo al contempo molteplici vantaggi nei settori economico, sociale e ambientale. Inoltre, viene sempre più riconosciuto il ruolo delle soluzioni basate sulla natura o approcci basati sull'ecosistema, in settori economici e in tutti gli ecosistemi, comprese le aree urbane, per un orizzonte di sviluppo durevole ed ecocompatibile in grado di garantire nel contempo l'inclusione sociale, la protezione e la salvaguardia dell’ambiente.

Il G20 ha affrontato anche il tema dell’economia circolare, con un impegno per rafforzare la cooperazione multilaterale nell’innovazione circolare. Si punta a ridurre l’impronta ambientale e a raddoppiare la circolarità dei materiali con un obiettivo volontario da raggiungere entro il 2030. Questo rappresenta un contributo reale per raggiungere SDG 12- Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.

Per perseguire una finanza sostenibile il G20 ha deciso di rafforzare gli investimenti nelle attività del capitale naturale, promuovere sinergie tra i flussi finanziari destinati al clima, alla biodiversità e agli ecosistemi e allineare gli investimenti verso lo sviluppo e la crescita sostenibili. In particolare, attraverso il lavoro su una roadmap pluriennale sulla finanza sostenibile portato avanti dal Sustainable Finance Working Group del G20.

Argomenti
Ambiente e salute

Guida al Green Pass

Covid

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di prorogare fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale e ha deciso le modalità di utilizzo del Green Pass e nuovi criteri per la “colorazione” delle Regioni.

Green Pass

Sarà possibile svolgere alcune attività solo se si è in possesso di:

  1. certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall'infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi)
  2. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore)

Questa documentazione sarà richiesta poter svolgere o accedere alle seguenti attività o ambiti a partire dall’6 agosto prossimo:

  • Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi
  • Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • Sagre e fiere, convegni e congressi;
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • Concorsi pubblici.

Zone a colori

L’incidenza dei contagi resta in vigore ma non sarà più il criterio guida per la scelta delle colorazioni (banca, gialla, arancione, rossa) delle Regioni. Dall'entrata in vigore del decreto i due parametri principali saranno:

  1. il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19,
  2. il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19.

Si resta in zona bianca

Le Regioni restano in zona bianca se:

a. l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive

b. qualora si verifichi un’incidenza superiore a 50 casi per 100.000 abitanti, la Regione resta in zona bianca se si verifica una delle due condizioni successive:

  1. il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 15 per cento;
    oppure
  2. il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 10 per cento;

Da bianca a gialla

È necessario che si verifichino alcune condizioni perché una Regione passi alla colorazione gialla

a. l'incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15 per cento e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 sia superiore al 10 per cento;

b. qualora si verifichi un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti, la Regione resta in zona gialla se si verificano una delle due condizioni successive

  1. il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 30 per cento;
    oppure
  2. il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 20 per cento;

Da giallo ad arancione

È necessario che si verifichi un’incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 ogni 100.000 abitanti e aver contestualmente superato i limiti di occupazione dei posti letto di area medica e terapia intensiva prevista per la zona gialla

Da arancione a rosso

Una Regione è in zona rossa in presenza di un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti e se si verificano entrambe le condizioni successive

a. il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è superiore al 40 per cento;

b. il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è superiore 30 per cento.

 

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Ambiente e salute

I danni della burocrazia alle imprese

Impresa

"Se al 31 dicembre scorso avessimo sommato i costi che pesano annualmente sulle imprese a causa della complessità burocratica generata da una macchina statale spesso inefficiente (57,2 miliardi di euro) e l’ammontare dei mancati pagamenti di parte corrente che la Pubblica Amministrazione (PA) ha nei confronti dei propri fornitori (51,9 miliardi di euro), avremo scoperto che sulle spalle degli imprenditori italiani grava un fardello da oltre 109 miliardi di euro". A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.

"Se ancora ce ne fosse bisogno - si legge nel comunicato stampa - queste cifre sono la dimostrazione plastica che le nostre aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione,  a causa di una burocrazia cieca e ottusa subiscono dei danni economici ingiustificabili; per molti, infatti, adempiere a procedure e scadenze  è diventata  un’impresa impossibile. Senza contare che la PA, nonostante la sentenza di condanna inflittaci dalla Corte di Giustizia Europea nel gennaio del 2020,  continua a onorare con difficoltà i debiti commerciali. Si pensi che l’anno scorso, i mancati pagamenti nei confronti delle imprese che hanno lavorato per lo Stato ammontavano a 10 miliardi di  euro. Qualsiasi osservatore farebbe fatica a immaginare che in un Paese la PA possa rappresentare un ostacolo, anziché un elemento di sostegno e di crescita economica. Ma in Italia, purtroppo, le cose stanno diversamente. Intendiamoci, anche noi possiamo contare su punte di eccellenza della macchina pubblica da far invidia al resto d’Europa, ma mediamente la nostra PA funziona poco, male ed è un freno allo sviluppo.  Si pensi che, in virtù del Regional Competitiveness Index (RCI), in UE le regioni italiane si posizionano tutte oltre il 200° posto in graduatoria su 268 territori monitorati da questa ricerca".

Argomenti
Agevolazioni imprese

Mise, nuovi contributi per sostenere i marchi italiani all'estero

Export

Nuovo regolamento e fondo innalzato a 2,5 milioni di euro l’anno per sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione, anche attraverso la concessione di contributi agevolativi per la partecipazione a fiere e saloni internazionali di associazioni, consorzi e cooperative del made in Italy. È quanto prevede il decreto del Ministero dello Sviluppo economico, pubblicato in Gazzetta ufficiale, in attuazione di quanto stabilito dalla legge di bilancio 2021. Il provvedimento introduce novità riguardo l’ampliamento della platea dei soggetti beneficiari dell’agevolazione, che viene estesa ai consorzi di tutela e altri organismi di tipo associativo e cooperativo in aggiunta alle associazioni rappresentative delle categorie produttive.

Per rafforzare la misura, è inoltre aumentata la dotazione finanziaria da 1 milione a 2,5 milioni di euro l’anno, mentre è stato stabilito che il contributo massimo concedibile a ogni soggetto passa da 70 mila euro a 150 mila euro l’anno. Contributo che sarà pari al 70% delle spese sostenute, restando sempre sotto il tetto dei 150 mila euro l’anno.

Oltre a supportare la partecipazione a fiere e saloni internazionali, il provvedimento del Miese prevede che i contributi possano essere destinati al finanziamento di eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali; incontri bilaterali con associazioni estere; seminari in Italia con operatori esteri e all'estero; azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali on-line; creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.

I termini e le modalità per la presentazione delle domande per richiedere il contributo saranno definite prossimamente con un provvedimento ministeriale.

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Internazionalizzazione ed export

On line il vademecum vendemmiale dell'Icqrf

vendemmia

Con l’avvio della campagna vendemmiale 2021-2022, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha reso disponibile online, sul proprio sito istituzionale, il vademecum vendemmiale dell'Icqrf dove tutti gli operatori del settore vitivinicolo potranno fare riferimento per le indicazioni relative ai principali adempimenti a carico delle imprese, alle norme di riferimento ed alle disposizioni applicative. ll vademecum comprende quest'anno un'apposita sezione dedicata ai documenti di accompagnamento che scortano i trasporti dei prodotti vitivinicoli, essendo ormai dal 1° gennaio 2021 entrate a pieno regime le norme Ue e nazionali che regolamentano l'utilizzo dei moderni strumenti informatici a tutela dell'autenticità dei documenti stessi e della rintracciabilità delle produzioni. L'Icqrf, informa il Ministero, in questo periodo dell’anno intensificherà i controlli nel settore vitivinicolo per prevenire e contrastare comportamenti non conformi alle disposizioni poste a tutela delle delicate fasi della raccolta e movimentazione delle uve, delle operazioni di trasformazione e della circolazione dei prodotti e dei sottoprodotti vitivinicoli ottenuti. Le verifiche condotte dall'Icqrf saranno effettuate su tutto il territorio nazionale e particolare attenzione sarà rivolta anche ai prodotti provenienti dall'estero: un particolare accento sarà posto sui controlli stradali, ferroviari e ai porti.

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Agricoltura

Energia, il Wwf: "Sardegna totalmente rinnovabile entro il 2050"

energia rinnovabile - immagine simbolica

Secondo uno studio commissionato dal Wwf e realizzato dall’Università di Padova e dal Politecnico di Milano, dal 2025 al 2050 la Sardegna può ambire a diventare un’isola a energia totalmente rinnovabile, abbandonando il carbone e creando dai 4mila ai 9mila posti di lavoro. Lo studio “Una valutazione socio-economica dello scenario rinnovabili per la Sardegna” ipotizza lo scenario di chiusura degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a carbone entro il 2025, e la decarbonizzazione dell’intero sistema energetico al 2050, evitando nuovi investimenti in combustibili fossili.

Per mantenere in sicurezza il sistema elettrico sardo, l’analisi ipotizza due scenari di transizione al 2025-2030, senza prevedere investimenti nel metano: sviluppo di impianti di pompaggio per una capacità complessiva di 550 MW o sviluppo di generazione a idrogeno verde associata a impianti di accumulo del vettore stesso. Le simulazioni suggeriscono che la dismissione degli impianti a carbone sardi non deve essere necessariamente accompagnata dalla realizzazione di nuovi impianti termoelettrici a metano, ma può essere sostituita da nuovi impianti di pompaggio o nuovi impianti Power-To-Hydrogen.

La realizzazione degli scenari al 2030 necessita di circa 3-4 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2021-2030, mentre per lo scenario di neutralità climatica al 2050, gli investimenti addizionali richiesti sono stati valutati in circa 18-20 miliardi di euro. Di notevole importanza anche le ricadute economiche e occupazionali: al 2030 gli occupati diretti nel settore delle rinnovabili potrebbero ammontare a circa 3.000-4.000 unità a seconda delle diverse configurazioni, per arrivare al 2050 a circa 8.000-9.000 unità.

“Lo studio condotto insieme al Politecnico ci ha offerto la possibilità di verificare la desiderabilità di una transizione rapida verso le fonti rinnovabili, conveniente sul piano economico e ambientale. La Sardegna è un sistema isolato interessante da studiare, perché mostra come complessi più ampi possano essere pensati in futuro come un insieme privo di combustibili fossili, bilanciati su scala locale e interconnessi”, spiega Arturo Lorenzoni, che ha coordinato lo studio insieme a Paola Valbonesi e Chiara D’Alpaos per il Centro Studi Levi Cases dell’Università di Padova. “Il gas è il passato, le rinnovabili sono il futuro e assicurano che i ‘combustibili’ sole e vento siano sempre disponibili in natura”, afferma Carmelo Spada, delegato del Wwf Italia per Sardegna.

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Energia

"Vini in Giappone", per le cantine sarde un'occasione di visibilità targata Ice

vino e vigna

Nell’ambito della Campagna promozionale "6000 anni di vino italiano in Giappone", l'Agenzia ICE organizza la Borsa Vini in Giappone, in programma il 25 e 26 ottobre 2021 a Tokyo. La Campagna si svilupperà nell'arco di un anno intero e abbraccerà tutte le iniziative dedicate ai vini italiani, anche proposte da soggetti terzi, che godranno del patrocinio nominale dell'Agenzia ICE, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Giappone. La Borsa Vini, evento principale della Campagna, si svolgerà anche quest'anno in modalità phygital, visto l'apprezzamento ricevuto dalle aziende per la validità della formula e il perdurare, a oggi, delle limitazioni all'ingresso nel Paese del sol levante a causa della situazione sanitaria, che non consentono la partecipazione dei rappresentanti delle aziende. Le aziende italiane che hanno intenzione di partecipare alla Borsa Vini possono presentare la richiesta dal 30 luglio al 6 agosto, compilando la scheda di adesione online disponibile sul sito di Agenzia Ice. La Borsa Vini di Tokyo rappresenta una opportunità per le aziende italiane, data che l’Italia, con una fetta di mercato pari all’11,6%, è il terzo Paese fornitore di vino in Giappone, dietro Francia (55,1%) e Cile (12%).

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Internazionalizzazione ed export

Nuovo aggiornamento della piattaforma SUAPE

suape

In data 26 luglio è stato rilasciato un importante aggiornamento della piattaforma SUAPE, comprendente le seguenti modifiche:
Sono state create nuove classi di comunicazione finalizzate a una migliore gestione delle interlocuzioni relative alle pratiche: per il cittadino è disponibile la nuova classe "Trasmissione osservazioni e partecipazione al procedimento", mentre è stata disabilitata la possibilità di inserire allegati nella classe generica "Comunicazione al SUAPE dal richiedente" al fine di scongiurare la possibilità che vengano trasmesse impropriamente integrazioni documentali attraverso lo strumento delle comunicazioni. Per l'Ente terzo sono disponibili le nuove classi "Trasmissione tardiva atto istruttorio", "Trasmissione riscontro osservazioni" e "Trasmissione provvedimento in autotutela" per ricomprendere casistiche precedentemente non contemplate.

  • E' stata migliorata per cittadino la ricerca iniziale degli interventi in fase di creazione della pratica;
  • E' stata implementata una nuova funzionalità che consente, attraverso l'implementazione della normativa di livello comunale, di mostrare al cittadino in fase di compilazione della pratica il tariffario dei diritti di segreteria previsti dal SUAPE destinatario;
  • E' stata migliorata la funzionalità per indirizzare anche all'Ente terzo competente le comunicazioni di inizio e fine lavori e quelle relative al progetto strutturale, fissando il SUAPE come destinatario di tutte le comunicazioni;
  • In fase di scaricamento di singoli moduli o allegati, il sistema rende disponibile il documento senza comprimerlo in un file zip;
  • E' stata inibita agli amministratori di ente terzo la possibilità di modificare la competenza territoriale e l'associazione delle classi di intervento: tali modifiche potranno essere effettuate rivolgendosi all'help desk;
  • In caso di eliminazione di un endoprocedimento conseguente al rifiuto dell'endo stesso da parte dell'Ente terzo, è stata eliminata la comunicazione in cui tale operazione appariva erroneamente come effettuata dal SUAPE;
  • In caso di revoca della procura viene inviata una comunicazione al soggetto interessato;
  • In caso di blocco delle integrazioni conseguente all'archiviazione, al cittadino viene mostrato un messaggio che lo invita a contattare il SUAPE per richiedere la riattivazione dell'iter;
  • In caso di trasmissione del parere da parte di un ente terzo, si dà la possibilità di allegare più di un file;
  • E' stata prevista la possibilità di agganciare ad alcuni moduli un titolare diverso dagli intestatari della pratica (es. modelli D);
  • Nella scrivania del cittadino e dell’ente terzo è stato inserito il filtro per sportello, per ricercare e filtrare le pratiche sulla base del SUAPE destinatario;


Per fruire correttamente delle nuove funzionalità, si raccomanda di effettuare una pulizia della cache del browser.

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Sportello unico (SUAPE)
SUAPE per Cittadini
SUAPE per Enti Terzi
SUAPE per Operatori

Sardegna al top nell'agroalimentare di qualità riconosciuto dall’Ue

Agricoltura

La Sardegna guida la carica dei 300 prodotti agroalimentari italiani di qualità riconosciuti dall’Ue. Secondo il Report Dop-Igp-Stg 2019 pubblicato nei giorni scorsi dall’Istat, nel 2019 gli operatori certificati nel settore agroalimentare di qualità sono oltre 82.000: in Sardegna sono 18.180 e rappresentano il 22,2% del totale nazionale.

Nel 2019 il comparto Food dei prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta), Igp (Indicazione Geografica Protetta) e Stg (Specialità Tradizionale Garantita) conta 300 prodotti: 112 sono del settore ortofrutticoli e cereali (36 Dop e 76 Igp), 53 sono formaggi (50 Dop, 2 Igp e 1 Stg), 47 sono oli extravergine di oliva (42 Dop e 5 Igp). Tra i prodotti zootecnici si posizionano al primo posto per numero di allevamenti, il Pecorino Romano, il Pecorino Sardo e l’Agnello di Sardegna. Tra i prodotti di origine vegetale, quasi 105mila ettari di superficie olivicola sono destinati alla produzione dell’Olio Toscano, Olio Terra di Bari e dell’Olio Sicilia. Nel settore degli ortofrutticoli e cereali primeggia, in termini di superficie, il Fungo di Borgataro e la Mela Alto Adige o Südtiroler Apfel.

L’analisi dell’Istat rivela che nel 2019 si registra a livello nazionale un lieve calo degli operatori (-1,6%) e dei produttori (-2,1%) dovuto principalmente alla flessione nelle regioni del Nord. Al contrario, nel Mezzogiorno, prosegue il trend positivo già emerso negli anni precedenti sia per i produttori (+4,6) che per gli operatori (+4,8%), mentre al Centro la situazione è sostanzialmente stazionaria. Oltre il 41% dei produttori si trova nelle aree meridionali: come detto, in Sardegna opera il 22,2% del totale dei produttori, seguono la Toscana (14,7%) e il Trentino-Alto Adige (12,8%).

Gli allevamenti sono presenti soprattutto in Sardegna (42,9% delle strutture), in Lombardia (12,3%) e in Emilia-Romagna (9%). Nel settore delle carni fresche gli operatori sono 9.774, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,4%). Nel dettaglio, i produttori sono 8.743 e conducono 8.802 allevamenti, mentre i

trasformatori sono 1.124 e gestiscono 2.329 impianti. Fra i produttori, 4.584 operano in Sardegna (52,4%), seguita da Lazio (13,1%), Toscana (8%), Umbria (6,7%) e Marche (6,1%). Fra i trasformatori, al primo posto si conferma la Campania (29%), seguono Toscana (16,3%), Marche (10%), Lazio (9%) ed Emilia-Romagna (7,9%). 

Per quanto riguarda la filiera lattiero-casearia di qualità, gli operatori sono 28.454; di questi, 27.412 sono produttori e svolgono la loro attività prevalentemente in Sardegna (49% del totale), seguono Lombardia (12,2%) ed Emilia-Romagna (10,1%). Gli allevamenti sono 27.724, i trasformatori si attestano a 1.433 unità e gestiscono 2.422 impianti localizzati prevalentemente in Emilia-Romagna (472 trasformatori e 710 impianti), Lombardia (271 trasformatori e 468 impianti) e Campania (102 trasformatori che gestiscono 206 impianti).

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Agricoltura