Istat: capitale umano e sociale, risorse strategiche per il futuro

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Istat ha pubblicato il capitolo “Capitale umano e sociale: risorse strategiche per il futuro”, parte del Rapporto annuale 2026. Il documento analizza il ruolo dell’istruzione, delle competenze, delle reti di cooperazione e della partecipazione economica come fattori decisivi per la crescita del Paese. Il tema è centrale: investire in capitale umano significa rafforzare produttività, innovazione, qualità dell’occupazione e capacità competitiva dei sistemi locali.

La spesa pubblica italiana per l'istruzione ha raggiunto nel 2024 gli 88,95 miliardi di euro, pari al 4% del Pil e all'8% della spesa pubblica complessiva, pur rimanendo al di sotto della media europea (4,8% del Pil). Negli ultimi dieci anni gli iscritti all'università sono cresciuti da 1,7 milioni a oltre 2 milioni, mentre i laureati sono arrivati a 544 mila nel 2024. Tuttavia, solo il 31,6% dei giovani italiani tra i 25 e i 34 anni possiede un titolo di istruzione terziaria, contro il 44,1% della media europea.

I laureati nelle discipline STEM registrano un tasso di occupazione dell'86,5%. Parallelamente cresce l'offerta della formazione tecnico-professionale, con oltre 700 istituti coinvolti nella filiera "4+2" e più di 500 nuovi percorsi attivati per il 2026-2027.

Per la Sardegna emerge però una criticità strutturale: la capacità di attrarre e trattenere capitale umano. L'Isola conta circa 38 mila studenti universitari, ma appena il 2,9% proviene da altre regioni, il valore più basso d'Italia, facendo della Sardegna la regione con la minore capacità attrattiva del sistema universitario nazionale. Un dato che evidenzia l'esigenza di rafforzare il rapporto tra università, ricerca e sistema produttivo per creare nuove opportunità professionali nei comparti ad alta innovazione.

Il rapporto evidenzia inoltre che il tasso di occupazione cresce dal 56,1% tra chi possiede al massimo la licenza media al 74,6% tra i diplomati, fino all'85,3% tra i laureati, con benefici ancora più evidenti nel Mezzogiorno.

L'Istituto nazionale di statistica sottolinea che lo sviluppo economico dipende anche dal capitale sociale: fiducia, collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini, partecipazione e capacità di fare rete sono elementi essenziali per favorire l'innovazione e la diffusione delle nuove tecnologie. Per la Sardegna, che punta a diventare protagonista nella crescita di un'industria sempre più sostenibile e digitale, investire sul capitale umano significa quindi costruire le basi di uno sviluppo duraturo, capace di creare occupazione qualificata e trattenere i giovani talenti sul territorio.

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Formazione e risorse umane