
Il sistema produttivo sardo continua a poggiare soprattutto su micro e piccole imprese, una presenza diffusa che tiene vivi centri urbani, paesi e filiere locali. Secondo Unioncamere, questa struttura rappresenta ancora oggi una delle caratteristiche più riconoscibili dell’economia regionale: aziende leggere, spesso familiari, fortemente legate al territorio e capaci di presidiare mercati di prossimità con grande flessibilità.
Con l’avvicinarsi della stagione estiva e l’aumento delle opportunità commerciali che maggio inizia ad aprire, torna però al centro una questione decisiva: la dimensione conta. Imprese troppo piccole rischiano infatti di avere più difficoltà quando si tratta di investire, fare innovazione, rafforzare la presenza fuori dall’isola o affrontare salti di scala. Per questo il tema non è solo statistico, ma strategico.
La partita si gioca sulla capacità di fare rete, condividere servizi, aggregare competenze e presentarsi sul mercato con maggiore forza. In una Sardegna dove la diffusione delle attività è un valore, crescere non significa perdere identità, ma trovare strumenti per restare competitivi in una fase che richiede più struttura e visione.