
La legge 131 del 2025 prevede una serie di misure rivolte alla promozione delle zone montane. Tra queste un nuovo bonus per favorire lo smart working in queste aree, che consiste in un esonero per le imprese dal versamento della contribuzione previdenziale fino a cinque anni. Nei piccoli centri di montagna si potrà così lavorare con questa modalità: i datori di lavoro hanno la possibilità, se lo vorranno, di promuovere il lavoro agile nelle zone montane, contribuendo al contrasto dello spopolamento e alla valorizzazione delle risorse umane locali.
Nel dettaglio, l’articolo 26 prevede un’esenzione totale dal versamento dei contributi previdenziali per ciascun lavoratore assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che non abbia compiuto il quarantunesimo anno di età alla data di entrata in vigore della legge (20 settembre 2025), che svolga stabilmente la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile (smart working) in un comune montano con popolazione inferiore a 5mila abitanti e che trasferisca la propria abitazione principale e domicilio stabile da un comune non montano al medesimo comune montano.
Sono previsti dei limiti che partono dal 100 per cento dei contributi nel 2026 e nel 2027 fino a scendere gradualmente al 20 per cento nel 2030, più anno per anno ulteriori massimali, da 8mila totali a 1600.
Sono esclusi dall’ agevolazione i premi e i contributi versati all’INAIL e resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. Pertanto, i lavoratori non avranno penalizzazioni sui futuri trattamenti previdenziali. Previsto infine un altro limite: l’esonero è previsto nel rispetto del regime de minimis.