La tutela ambientale e il ruolo dell'impresa

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A partire dagli anni ‘70 è cresciuta sempre più l’attenzione alla tutela dell’ambiente. La comunità scientifica e quella internazionale hanno acquisito sempre maggiore consapevolezza dei problemi legati alla limitatezza delle risorse naturali e al degrado ambientale causato dall’inquinamento.

La capacità di assicurare il soddisfacimento delle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future a soddisfare i loro stessi bisogni è detta sostenibilità. Essa implica per le imprese l’adozione di un approccio che coniughi efficienza economica, tutela ambientale e considerazione delle ricadute sociali della propria attività.

In merito a quanto affermato andremo ad approfondire due importanti temi: 

  • la responsabilità sociale, cioè di quell’approccio alla sostenibilità in senso lato che le aziende maggiormente innovative abbracciano in modo volontario ottenendo vantaggi competitivi rilevanti;
  • la responsabilità ambientale che invece si riferisce alla necessità di rispettare i vincoli della normativa europea e italiana, per non incorrere nella responsabilità per danni.

La responsabilità sociale delle imprese (RSI) è intesa come: "l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. Un’azienda socialmente responsabile ha una visione strategica e un sistema di gestione che la rendono capace di migliorare, in modo progressivo il suo contributo allo sviluppo sostenibile.

La norma ISO 26000, fissa le linee guida per fare RSI che possono essere seguite dalla tua azienda, al di là di qualsiasi certificazione. 

Le organizzazioni socialmente responsabili possono godere di numerosi vantaggi, fra i quali:

  • vantaggi competitivi e di immagine;
  • dipendenti maggiormente motivati;
  • migliori relazioni con l’esterno: per esempio con clienti, fornitori, banche, comunità locali.

Principio fondante la normativa relativa alla responsabilità ambientale èChi inquina paga” , stabilito nella Direttiva 2004/35/CE e recepito nell’ordinamento italiano con sanzioni amministrative e penali. Le sanzioni sono a carico di chi commette il fatto: in genere ricadono sul legale rappresentante dell’impresa. Il D.Lgs. 121/2011 ha introdotto inoltre anche per i reati ambientali la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche: alle sanzioni penali si aggiungono sanzioni amministrative, questa volta a carico dell’azienda, definite in quote. 

Per maggiori informazioni si consulti il sito internet del Ministero dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare

Aggiornato il 11/09/2017