Il mercato

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Un'attenta analisi del mercato non può prescindere dalla considerazione di 3 diversi aspetti:

  1. il contesto macroeconomico;
  2. la popolazione;
  3. il tessuto produttivo. 

Per quanto riguarda il contesto macroeconomico, il Prodotto Interno Lordo reale della Sardegna, nel 2015, registra una riduzione dello 0,5% e scende a 18.539 euro per abitante. L'andamento negativo del PIL è diretta conseguenza della flessione di due variabili: la spesa per i consumi delle famiglie e la spesa per gli investimenti delle imprese. In tutto il territorio nazionale si aggrava la perdita di potere di acquisto. Gli investimenti da parte delle imprese sono la grandezza che risente maggiormente della recessione. Un segnale positivo per la Sardegna è relativo alla numerosità delle attività produttive. Le imprese attive nel 2016 sono 142.986, circa 400 in più rispetto all'anno precedente. 

Dal punto di vista settoriale la regione conferma la sua vocazione agro-pastorale, sia nel numero delle imprese (circa 34 mila, pari al 34% del totale, che nella loro capacità di creare valore aggiunto (5% in Sardegna contro 2% in Italia). Nel 2016 si è ridotto l'interscambio con l'estero sia dal lato delle importazioni che delle esportazioni. Le esportazioni del settore petrolifero diminuiscono di 487 milioni di euro (-12,5%) in seguito al crollo del prezzo del greggio, mentre il resto dell'economia mostra in generale una scarsa propensione all’internazionalizzazione. I due unici settori le cui esportazioni superano i 100 milioni di euro, la chimica di base e l'industria lattiero-casearia, subiscono anch'essi una contrazione del 10%.

Per ciò concerne la popolazione, i dati aggiornati al 31 dicembre 2016, riportano una popolazione residente, pari a 1.653.135 abitanti. Si è registrato un leggero calo, rispetto agli anni 2014-2015. La struttura demografica è caratterizzata da una maggiore concentrazione della componente femminile nelle classi di età centrali, soprattutto in quelle riferite alla popolazione in età da lavoro. 

Infine per quanto riguarda il tessuto produttivo, nel 3° trimestre del 2015 Infocamere registra in Sardegna 167.548 imprese registrate di cui 142.937 attive. La maggior parte delle imprese operano nel settore del commercio e nel comparto primario, seguono il settore delle costruzioni e quello industriale. Tra i servizi, la maggiore concentrazione di imprese è nel comparto della ricettività e della ristorazione. La densità imprenditoriale, diminuisce incessantemente dal 2009, anche se rimane superiore a quella registrata nel Mezzogiorno. L'interazione con i mercati esteri è invece in peggioramento. Si è registrata una forte contrazione dell'interscambio commerciale, determinata da una simultanea frenata delle importazioni. È in particolare il settore petrolifero, a determinare tale risultato negativo. Risulta invece in crescita la presenza del mercato metallurgico nei mercati esteri. 

È bene però ricordare un ultimo aspetto: la Sardegna è terra di innovazione.

Come ampiamente richiamato dalla strategia Europa 2020, la Sardegna punta ad investire su un modello di specializzazione intelligente basato su settori ad alto valore aggiunto che favoriscono la crescita e che sono compatibili con percorsi di sviluppo sostenibile: dal turismo all’agroalimentare, dall’ICT alle biotecnologie fino alla green economy.

L'isola si trova, a prescindere dall’alternarsi delle congiunture, un sistema produttivo, economico, sociale e istituzionale preparato e reattivo per la ripresa economica e per i mercati che verranno. Per questo sono in programma investimenti e politiche attive che stimolino la crescita di un tessuto imprenditoriale dinamico e innovativo, capace di creare sviluppo e valorizzare la forza lavoro presente sul territorio.

Per maggiori informazioni si consultino i seguenti siti internet:

Sardegna Ricerche 

Sardegna Programmazione

Sardegna Statistiche

Sardegna Sociale

Sardegna Territorio 

Aggiornato il 07/09/2017