Quanto estero c’è in Sardegna, gli ultimi dati del 2016

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Quanto estero c’è in Sardegna? Questo è ciò che ci si è chiesti realizzando la nuova infografica sull’internazionalizzazione.  Non solo interscambio commerciale, ma  anche presenza di residenti e imprese straniere nel nostro territorio.

Di estremo interesse è l’analisi sulla componente straniera della popolazione. Sono quasi 50 mila i residenti stranieri presenti in Sardegna nel 2016, con una crescita di oltre 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Dal 2012 ad oggi la platea dei residenti con cittadinanza all’estero ha fatto registrare un’espansione superiore al 50%, con un incremento di oltre 16 mila unità. Nonostante l’origine dei “nuovi sardi” sia per oltre la metà europea, i dati indicano un costante aumento della presenza dei cittadini africani (ad oggi pari al 24,4% del totale residenti stranieri) e asiatici (18,2%). (FONTE: http://demo.istat.it/ ;Dati 2016).

Il secondo indicatore socio-economico analizzato riguarda la presenza di attività straniere nei registri delle imprese delle 4 Camere di Commercio isolane. Si considerano "Imprese straniere" le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da persone non nate in Italia.  Per poter confrontare questo dato con quello sulla popolazione straniera e analizzare l’andamento complessivo del fenomeno, è stato preso come punto di riferimento lo stesso arco temporale dell’analisi descritta precedentemente, ovvero dal 2012 ad oggi. Nell’arco temporale considerato si registra un’espansione della base imprenditoriale straniera di 1.490 attività, pari ad una crescita di circa il 17%. Da un punto di vista settoriale, il comparto nettamente preferito è il commercio, per la maggior parte ambulante, seguito dalle costruzioni (1 su 10) e dalla ristorazione e agricoltura entrambe con una percentuale pari al 5%. (FONTE: http://www.infocamere.it/ ;Dati 2016).

La terza sezione mostra i dati sull’interscambio commerciale isolano con i paesi stranieri. Lasciando alla sola infografica il compito di informare sinteticamente il lettore sul peso e sull’evoluzione degli scambi da e verso i singoli continenti, ciò che merita una maggiore riflessione riguarda l’elevato contributo all’import e all’export sardo del comparto petrolifero. Nonostante si segnali  una netta contrazione delle importazioni di greggio, va fatta una precisazione: la contrazione riguarda solo il valore economico dell’importato mentre le quantità richiedono un discorso a parte. Innanzitutto va precisato che solo i dati nazionali rilasciati dall’Istat contengono sia il valore in euro che il volume in Kg, mentre per quelli regionali viene riportato solo il valore economico. Grazie ai dati nazionali possiamo comunque facilmente risalire al dato regionale, e si può affermare che, nonostante il valore in euro delle importazioni abbia fatto registrare una forte diminuzione, ciò non è avvenuto per le quantità, che al contrario crescono negli ultimi anni. Questo è dovuto dal forte deprezzamento del petrolio a livello mondiale e i dati sulle esportazione dei prodotti ottenuti dalla raffinazione del greggio lo confermano. Infatti, nonostante il valore delle importazioni di petrolio sia passato negli ultimi 3 anni da 6,5 a 3,4 miliardi di euro, con una perdita superiore ai 3 miliardi euro, la riduzione dei prodotti del comparto “oil” è stata di soli 400 milioni di euro. In conclusione, la materia prima continua a deprezzarsi ma non i prodotti finali. %. (FONTE: https://www.coeweb.istat.it/ ; Dati 2016).

Di seguito un’infografica riepilogativa dei fenomeni osservati.

Infografica

 

Aggiornato il 13/09/2017