Opportunità e incentivi all’internazionalizzazione

Come fanno le aziende italiane a raccogliere i fondi necessari a supportare il proprio processo di internazionalizzazione ed espansione all’estero?

Molti sono i modi attraverso cui la tua società può sostenere finanziariamente il proprio processo di crescita e sviluppo oltre che di penetrazione commerciale fuori dall’Italia.

Le fonti di finanziamento non soggiacciono ad una gerarchia. Tuttavia ciascuna fonte mostra dei “pro” e “contro”, ovvero caratteri distintivi che la rendono più o meno adatta e/o appetibile per l’imprenditore.

Così, si può dire ad esempio che le piccole e medie imprese che non riescano a ricorrere all’autofinanziamento, generalmente, si affacciano alla tematica dei finanziamenti dapprima rivolgendosi al sistema bancario oppure cercando di rinvenire forme di finanzia agevolata.

Nondimeno, accanto al credito bancario (e all’autofinanziamento) si sono progressivamente affermate nuove fonti quali il ricorso ad investitori esterni – “informali” (angel financing), “istituzionali” (private equity e venture capitalist) o “di mercato” (mediante lo strumento della quotazione).

E ancora, sono nate nuove forme di finanziamento che – preso atto delle sempre maggiori difficoltà di accesso al credito bancario (specialmente per le start-up innovative) – presuppongono che la raccolta fondi avvenga attraverso il ricorso alla collettività (crowdfunding).

Si assiste oggi ad un proliferare delle fonti di finanziamento e ciò a causa di svariati fattori tra i quali in primo luogo:

  • l’integrazione dei mercati nazionali e il processo di globalizzazione, all’esito del quale l’impresa ha smesso di rivolgersi esclusivamente al mercato finanziario nazionale per reperire le risorse che le necessitano,
  • la dimensione interna del mercato, la quale può risultare insufficiente a soddisfare le esigenze aziendali;
  • le crescenti difficoltà di accesso al credito bancario.

 

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