dati istat, occupazione in crescita in sardegna

Lavoro, Istat registra una Sardegna in crescita

In Sardegna il tasso di occupazione sale del 51,2% e quello di disoccupazione scende al 15%. Lo dice il report dell’Istat sul secondo trimestre di quest’anno, dal quale arrivano indicazioni decisamente confortanti per il mercato del lavoro isolano. In particolare, il dato sulla disoccupazione è il più basso dal 2012. La Sardegna stacca il resto del Mezzogiorno, dove il dato medio del tasso di disoccupazione resta al 19,2%, e conferma i miglioramenti già evidenziati dai dati diffusi di recente dall’Inps e dall’Aspal, che ha calcolato 13mila occupati in più in Sardegna, con una variazione percentuale quasi del 3%.

Nello stesso periodo di un anno fa,il tasso di disoccupazione era al 16,7%. Calano sia la componente maschile, dal 16,7% al 15,6%, che quella femminile, dal 16,6% al 14,3%. Questo mentre nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione resta stabile, da 19,3% al 19,2%, e si avvicina all’andamento nazionale, che cala dall’11,5% al 10,9%. Per l’istituto di statistica, i disoccupati in Sardegna scendono da 112.400 a 100.600, con un confortante -10,5%, di cui -7,3% della componente maschile e un -15,1% di quella femminile. Il tasso di occupazione cresce dal 50,3% al 51,2%, con un aumento sia della componente maschile, da 58,5% a 59,4%, che femminile, da 42% a 42,8%. Gli occupati passano, complessivamente, da 562.000 a 568.200, con un consistente +1,1%. Guardando gli andamenti tendenziali dei singoli settori, spicca il +23,6% delle costruzioni, a seguire il +10,3% del commercio, alberghi e ristoranti e il +2% dell’industria in senso stretto. Flessione del -5% per altre attività dei servizi. Stabile l’agricoltura.

«I dati Istat ci confortano, anche l’economia della Sardegna sta uscendo dalla crisi», commenta l’assessora regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras. «Oltre ad aumentare l’esportazione di prodotti petroliferi, c’è un dato positivo sulle attività di cave e miniere, sull’export di prodotti chimici, metalliferi e sull’impiantistica industriale», prosegue l’assessora. «Il valore assoluto dell’export dell’agro industria è ancora basso, è ancora troppo presto per valutare gli effetti delle politiche di internazionalizzazione intraprese da questa giunta», prosegue Maria Grazia Piras, ricordando che «nel 2015 l’assessorato ha varato un programma triennale da 22milioni di euro per sostenere la penetrazione commerciale all’estero di imprese singole, reti di imprese e associazioni di categoria, favorire la formazione degli export manager e organizzare missioni istituzionali nei paesi obiettivo». Di certo, è convinta l’assessora, «i piani export  da noi finanziati stanno iniziando in questo periodo, mentre la domanda internazionale cresce, perciò direi che è il momento più opportuno».

Come assicura l’assessora regionale del Lavoro, Virginia Mura, «Analizzeremo questi dati approfonditamente nel corso del prossimo incontro con le parti sociali, ma si può già dire che la strada intrapresa dalla giunta per definire nuove politiche attive per il lavoro sta dando i primi significativi risultati». Gli indicatori col segno positivo e la ripresa dell’occupazione femminile – conclude l’assessora – denotano un miglioramento del clima di fiducia del tessuto imprenditoriale nei confronti delle politiche che abbiamo avviato, questo ci da più forza per andare avanti, ben consapevoli che c’è ancora tanto da fare».

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