Scegliere il mercato estero di destinazione

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Scegliere il mercato estero di destinazione

 

Il più delle volte la scelta di intraprendere un percorso di internazionalizzazione discende dal fatto che l’impresa acquisisce un contatto con distributori, agenti e consumatori in un determinato Paese estero. In questo caso la scelta del mercato viene perfino prima della scelta di avviare un processo di penetrazione commerciale e anzi ne rappresenta, addirittura, il cardine motivazionale.

Altre volte, invece, quando la scelta di internazionalizzarsi è il frutto di un’analisi ragionata e di una pianificazione strategica del futuro business dell’impresa, la scelta del mercato di riferimento rappresenta senza dubbio uno dei momenti centrali del percorso, da cui dipenderanno tutte le future scelte dell’imprenditore e che va per questo compiuta con la dovuta attenzione, in quanto a tanti mercati corrispondono altrettanti sistemi regolatori che in modo più o meno evidente possono soddisfare le esigenze dell’impresa.

La scelta strategica di dove internazionalizzarsi generalmente è compiuta dall’impresa considerando, da un lato, la somiglianza culturale, politica, dell’altro Paese rispetto agli obiettivi (clustering) e, dall’altro, le differenze come margine di redditività (la diversità può infatti rappresentare un fattore di successo in quanto certi Paesi potrebbero presentare un minor grado di concorrenza su un determinato settore merceologico).

Certo è che, comunque e in qualunque tempo assunta, la scelta di “dove internazionalizzarsi” deve essere una scelta informata. A tal fine, uno strumento utile è rappresentato dall’ ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che contiene una specifica sezione dedicata alle informazioni utili e necessarie relative ai mercati esteri.

Altro strumento è poi rappresentato da SACE, che fornisce i dati concernenti il rischio Paese, proprio di ciascun mercato, obiettivo in considerazione di fattori comuni. 

A seguire un breve excursus sui possibili mercati di riferimento, con relativi link alle loro Camere di Commercio. 

Stati Uniti: rappresentano il quarto paese più esteso e il terzo più popolato al mondo. I principali settori dell'industria americana, sono rappresentati da: energia e risorse naturali, agricoltura, industria manifatturiera (macchinari e autoveicoli), industria farmaceutica e servizi.

Canada: i settori di maggior rilievo per l’economia canadese sono i seguenti: energia e risorse minerali e naturali, industria manifatturiera, costruzioni, agricoltura, pesca, trasporti, telecomunicazioni.

Messico: registra una progressiva industrializzazione. I settori di maggior rilievo per l’economia messicana sono i seguenti: risorse naturali e minerarie, industria automobilistica, costruzioni, agricoltura, alimentare e turismo.

Brasile : settima economia del mondo e con una domanda interna in aumento. Tra i principali settori dell’economia del Brasile vi sono: industria metallurgica, industria chimica, industria manifatturiera, elettronica, alimentare.

Cina e Giappone:  rappresentano i principali mercati asiatici e si collocano alle spalle degli Stati Uniti, detenendo il secondo e terzo posto, per quanto riguarda il PIL mondiale. Tra i principali settori dell’economia cinese vi sono: meccanica, manifatturiero, energia, telecomunicazioni, servizi. Quelli dell'economia giapponese : comunicazioni, trasporti, automobilistica, manifatturiero.

Emirati Arabi Uniti (UAE) : Gli E.A.U. sono il settimo produttore al mondo di petrolio e di gas naturale. Tra i principali settori dell'economia: energia, risorse minerarie e petrolio, industria metallurgica, turismo, costruzioni.

Australia: è la dodicesima economia del mondo per PIL nazionale e la quarta più grande nella regione asiatica. Tra i principali settori dell'economia: allevamento, manifatturiero, agricoltura, energia e risorse minerarie.

Colombia: è un mercato solido la cui economia è in forte crescita specialmente in settori quali l’industria automobilistica, il settore energetico, minerario e quello edile.

India: l’economia indiana è in costante crescita, fatta eccezione per alcune contrazioni oltre che per la recente diminuzione del tasso di occupazione. Il settore agricolo è uno dei più estesi al mondo in termini di produzione e consumo, ma è privo di strumenti idonei a preservare l’efficiente commercializzazione dei prodotti.

Panama: i punti di forza dell'economia panamense sono i servizi logistici, quelli finanziari e l'investimento pubblico, quest'ultimo alimentato principalmente dalle commissioni raccolte dalle navi in transito nel Canale.

Qatar: la crescita economica negli ultimi dieci anni del Qatar è stata costante con tassi doppi rispetto alla media. La fonte principale delle entrate statali è rappresentata dall’export di petrolio e gas naturale oltre che dagli introiti generati dalle industrie di Stato.

Per ulteriori approfondimenti, si consultino i seguenti siti internet tematici:

ICE Italian Trade Agency

SACE Servizi Assicurativi e finanziari per l'export e l'internazionalizzazione

Aggiornato il 12/09/2017