Gli adempimenti ambientali obbligatori per l’impresa

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La normativa stabilisce tutta una serie di adempimenti obbligatori a protezione dell’ambiente. Gli adempimenti obbligatori possono essere suddivisi, in prima analisi, in base alla discrezionalità della pubblica amministrazione, al rilascio del provvedimento o autorizzazione. 

Gli adempimenti che prevedono piena discrezionalità dell’amministrazione competente al rilascio sono in genere più complessi e adottano un approccio integrato alla tutela dell’ambiente. Prendendo in considerazione tutti i diversi comparti ambientali e le loro interazioni, nonché gli effetti sulle attività umane: è il caso della:

  • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), ovvero la valutazione ambientale obbligatoria a cui sono sottoposti i progetti di alcune categorie di opere o infrastrutture che possono avere effetti rilevanti sull’ ambiente.
  • Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.).
  • Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A ), che ha per oggetto la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento, proveniente da attività di dimensioni e impatto rilevante, quali l’industria chimica, energetica, dei metalli e dei minerali e altre attività particolarmente inquinanti.

Le autorizzazioni derivanti dagli adempimenti discrezionali devono essere richieste direttamente presso l’amministrazione competente. 
Gli adempimenti “non discrezionali”, a seguito della semplificazione operata dal D.P.R. 59/2013, sono stati in gran parte raccolti nella Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.). Quest'ultima ha carattere obbligatorio e una validità di 15 anni.

Fra gli adempimenti ambientali obbligatori troviamo:

Tutela delle acque

L’acqua rappresenta una risorsa essenziale e preziosa, soprattutto in Sardegna. La preservazione della qualità e della quantità di questa risorsa è fondamentale, nonché obbligatoria, anche per gli usi produttivi.

La tutela della risorsa idrica passa attraverso la regolamentazione:

  • del prelievo (per non impoverire le riserve);
  • dello scarico (per evitarne l’inquinamento).

La difesa del suolo e la bonifica dei siti contaminati

Il rilascio di sostanze inquinanti può contaminare il suolo, il sottosuolo e le acque superficiali e sotterranee. L’inquinamento può essere dovuto a un singolo evento, ad esempio un incidente con rilascio di sostanze pericolose, oppure continuo nel tempo a causa della concentrazione nella stessa area di attività particolarmente inquinanti o che adottano prassi insufficienti ai fini della tutela dell’ambiente. Quando si ha inquinamento del suolo o del sottosuolo (e delle acque connesse) si parla di contaminazione. Quando si verifica un evento che può potenzialmente contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro 24 ore, a proprie spese, le necessarie misure di prevenzione e comunica il fatto al Comune, alla Provincia, alla Regione e al Prefetto. Il tempismo negli interventi di prevenzione e comunicazione alle autorità competenti è di fondamentale importanza:

La gestione dei rifiuti

Per quanto riguarda i rifiuti invece, la normativa definisce come rifiuto qualsiasi oggetto o sostanza di cui il detentore si disfi, perché ha deciso di disfarsi o ne ha l'obbligo. Alcune imprese hanno l’obbligo della cosiddetta “contabilità ambientale”, composta da:

  • tenuta del registro di carico e scarico rifiuti (che deve essere vidimato dalla CCIAA competente prima dell’uso);
  • tenuta dei formulari di identificazione rifiuti (documento per il trasporto dei rifiuti, anche questi vidimati dalla CCIAA o dall’Agenzia delle Entrate);
  • dichiarazione annuale MUD con scadenza al 30 aprile, che riepiloga la movimentazione di rifiuti effettuata nell’anno precedente.

Le ditte sopra i 10 dipendenti che producono rifiuti pericolosi, sono inoltre obbligate all’iscrizione al SISTRI (Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti), sistema telematico di “contabilità ambientale” controllato dal Nucleo Tutela dell’Ambiente dell’Arma dei Carabinieri.

Il trasporto dei rifiuti da parte delle aziende è soggetto all’obbligo di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

La tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera

Le emissioni in atmosfera prodotte da stabilimenti produttivi sono soggette ad autorizzazione. Quest'ultima può essere: 

  • ordinaria (per le aziende di maggiori dimensioni);
  • a carattere generale, per determinate categorie di attività al di sotto di un determinato limite dimensionale. 

Il rumore

Il rumore prodotto dalle attività lavorative rappresenta una vera e propria fonte di inquinamento, pertanto è necessario adottare politiche aziendali di riduzione (oltre che il rispetto dei limiti di legge). I limiti alle emissioni di rumore sono stabiliti nel Piano comunale di classificazione acustica. La documentazione di impatto acustico previsionale, rilasciata da un tecnico competente in acustica ambientale, deve accompagnare la richiesta di permesso a costruire per i nuovi insediamenti produttivi (nonché sportivi, ricreativi, etc.). Sono escluse da questo obbligo le attività a bassa rumorosità, elencate nell’allegato B al D.P.R. 227/2011.

Le valutazioni ambientali

Le valutazioni ambientali sono processi di supporto alle decisioni in merito alla compatibilità ambientale di un’opera o un progetto che possono produrre, per dimensioni o pericolosità, effetti rilevanti sull’ambiente e sulle attività umane. Si eseguono sul progetto, prima che il piano o l’opera vengano realizzati, al fine di individuare, anche in contraddittorio con le Amministrazioni, la migliore modalità di realizzazione del progetto. Il fine è quello di minimizzare gli impatti negativi e di individuare le eventuali misure di mitigazione o di compensazione. 

Per maggiori informazioni, si consultino gli allegati ivi presenti e i seguenti riferimenti normativi:

Decreto legislativo 3 Aprile 2006, n.152

D.G.R n.34/33 del 7 agosto 2012

Legge n.447 del 26 ottobre 1995

Aggiornato il 11/09/2017